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LEVI, Primo

Il Superstite

Dopo di allora, ad ora incerta,
Quella pena ritorna,
E se non trova chi lo ascolti
Gli brucia il petto in cuore.
Rivede i visi dei suoi compagni
Lividi nella prima luce,
Grigi di polvere di cemento,
Indistinti per nebbia,
Tinti di morte nei sonni inquieti:
A notte menano le mascelle
Sotto la mora greve dei sogni
Masticando una rapa che non c'è.
"Indietro, via di qui, gente sommersa,
Andate. Non ho soppiantato nessuno,
Non ho usurpato il pane di nessuno,
Nessuno è morto in vece mia. Nessuno.
Ritornate alla vostra nebbia.
Non è colpa mia se vivo e respiro
E mangio e bevo e dormo e vesto panni.

The Survivor

Since then , at an uncertain hour ,

That agony returns:

And till my ghastly tale is told

This heart within me burns.

Once more he sees his companions' faces
Livid in the first faint light,
Gray with cement dust,
Nebulous in the mist,
Tinged with death in their uneasy sleep.
At night, under the heavy burden
Of their dreams, their jaws move,
Chewing a non-existant turnip.
'Stand back, leave me alone, submerged people,
Go away. I haven't dispossessed anyone,
Haven't usurped anyone's bread.
No one died in my place. No one.
Go back into your mist.
It's not my fault if I live and breathe,
Eat, drink, sleep and put on clothes.