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LEVI, Primo




Se questo è un uomo / Shema


Voi che vivete sicuri

nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

il cibo caldo e visi amici:


Considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per mezzo pane

che muore per un si o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare

vuoti gli occhi e freddo il grembo

come una rana d'inverno.


Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,

coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.


You who live secure

In your warm houses

Who return at evening to find

Hot food and friendly faces:


Consider whether this is a man,

Who labours in the mud

Who knows no peace

Who fights for a crust of bread

Who dies at a yes or a no.

Consider whether this is a woman,

Without hair or name

With no more strength to remember

Eyes empty and womb cold

As a frog in winter.


Consider that this has been:

I commend these words to you.

Engrave them on your hearts

When you are in your house, when you walk on your way,

When you go to bed, when you rise.

Repeat them to your children.

Or may your house crumble,

Disease render you powerless,

Your offspring avert their faces from you.


Translated by Ruth Feldman and Brian Swann





Il Superstite


Dopo di allora, ad ora incerta,
Quella pena ritorna,
E se non trova chi lo ascolti
Gli brucia il petto in cuore.
Rivede i visi dei suoi compagni
Lividi nella prima luce,
Grigi di polvere di cemento,
Indistinti per nebbia,
Tinti di morte nei sonni inquieti:
A notte menano le mascelle
Sotto la mora greve dei sogni
Masticando una rapa che non c'è.
"Indietro, via di qui, gente sommersa,
Andate. Non ho soppiantato nessuno,
Non ho usurpato il pane di nessuno,
Nessuno è morto in vece mia. Nessuno.
Ritornate alla vostra nebbia.
Non è colpa mia se vivo e respiro
E mangio e bevo e dormo e vesto panni.


The Survivor


Since then , at an uncertain hour ,

That agony returns:

And till my ghastly tale is told

This heart within me burns.

Once more he sees his companions' faces
Livid in the first faint light,
Gray with cement dust,
Nebulous in the mist,
Tinged with death in their uneasy sleep.
At night, under the heavy burden
Of their dreams, their jaws move,
Chewing a non-existant turnip.
'Stand back, leave me alone, submerged people,
Go away. I haven't dispossessed anyone,
Haven't usurped anyone's bread.
No one died in my place. No one.
Go back into your mist.
It's not my fault if I live and breathe,
Eat, drink, sleep and put on clothes.